
Nell’articolo precedente ho voluto approfondire il tema della gerarchia, dello status, del rango e del ruolo sociale nel cane, osservando come questi elementi prendano forma all’interno di un sistema relazionale in continuo cambiamento.
Attraverso l’osservazione di gruppi di cani liberi, è emerso come la gerarchia non sia una struttura rigida, ma un equilibrio dinamico, e come il ruolo contribuisca alla stabilità del gruppo. Parlare di ruoli sociali significa riconoscere che il cane non agisce mai in modo isolato, ma sempre in relazione a un contesto e a un gruppo. Alcuni ruoli emergono spontaneamente dalle caratteristiche dell’individuo, altri si manifestano in funzione delle richieste del sistema sociale in cui vive. In questo articolo mi soffermerò sul ruolo sociale imposto, un aspetto particolarmente rilevante nella vita quotidiana dei cani che vivono in famiglia. Il ruolo imposto riguarda quei casi in cui al cane viene richiesto di sostenere una funzione che non nasce dalla sua struttura, ma da una necessità esterna, spesso legata al contesto familiare. Quando questo accade, può crearsi una tensione che viene facilmente letta come problema comportamentale.
In realtà, si tratta spesso di un disallineamento tra ciò che il cane è e ciò che gli viene richiesto.
Il ruolo come espressione dell’individuo
Il ruolo può essere inteso come il compito che il cane andrà a svolgere una volta diventato adulto all’interno del sistema familiare in cui è nato. Riguarda quindi le caratteristiche che l’individuo porta con sé fin dalle prime fasi della vita e che orientano il suo modo di stare al mondo. Il ruolo quindi non è semplicemente una funzione appresa, ma una struttura di base. Alcuni individui mostrano precocemente una predisposizione all’accudimento dei cuccioli, altri una forte attitudine alla guida, altri ancora una naturale propensione alla difesa. Questa struttura tende a mantenere una propria coerenza nel tempo. Può modulare la sua espressione in base alle esperienze e alle richieste del gruppo, ma difficilmente si trasforma completamente. Un individuo con una forte attitudine gregaria, ad esempio, può imparare a esporsi in alcune situazioni, ma difficilmente troverà equilibrio occupando stabilmente una posizione di guida.
Il ruolo funzionale, ciò che il contesto richiede
Alcuni ruoli emergono in risposta a una necessità del sistema. La presenza di cuccioli, un cambiamento ambientale o una carenza temporanea all’interno del gruppo possono richiedere a un individuo di assumere una funzione specifica, anche per periodi limitati.
Questi ruoli non definiscono l’identità del cane, ma rispondono a un bisogno contingente.
Una femmina può assumere una funzione di guida per i propri cuccioli, senza che questo ruolo si estenda automaticamente ad altri contesti o ad altri gruppi.
Allo stesso modo, un individuo può svolgere una funzione di protezione o di supporto in una determinata fase della vita del gruppo, per poi lasciarla quando il contesto cambia.
Il ruolo funzionale è quindi situato e temporaneo, e non sempre coincide con le caratteristiche individuali del cane.
Quando il ruolo diventa imposto
Il problema emerge quando la funzione richiesta al cane nel contesto familiare in cui vive, non è coerente con il ruolo sociale di nascita. In questi casi il cane può adattarsi e collaborare, ma lo fa sostenendo una tensione costante.
Può precedere, controllare, orientare, ma occupa una posizione che contrasta con il suo modo naturale di stare nella relazione. Con il tempo, questa incongruenza si manifesta attraverso iperattivazione, difficoltà nel rilassarsi, reattività o bisogno di controllo, spesso etichettati come problemi comportamentali.
In realtà, ciò che il cane esprime è la fatica nel sostenere la responsabilità di un ruolo che non gli appartiene.
Il ruolo cambia con il contesto
Un ulteriore elemento di complessità riguarda il fatto che il ruolo, pur avendo una base nelle caratteristiche dell’individuo, non è mai assoluto nella sua espressione.
Lo stesso individuo può occupare funzioni differenti in contesti diversi, senza che questo rappresenti una contraddizione.
Questo ci ricorda che il ruolo non è una posizione fissa, ma una funzione che prende forma nella relazione.
Pretendere che un cane mantenga lo stesso ruolo in ogni situazione significa ignorare la natura dinamica del suo comportamento sociale.
Riconoscere il ruolo per prevenire il conflitto
Distinguere tra ruolo strutturale e ruolo funzionale permette di leggere molti comportamenti in modo più preciso e rispettoso.
Quando un cane manifesta disagio, rigidità o difficoltà relazionali, la domanda non dovrebbe essere “cosa non va in lui”, ma piuttosto quale ruolo sta sostenendo e se quel ruolo è compatibile con le sue caratteristiche individuali. In questa prospettiva, il lavoro non consiste nell’eliminare il ruolo, ma nel riallineare funzione e individuo, restituendo al cane una posizione in cui possa trovare equilibrio. Solo così il comportamento torna a essere leggibile non come sintomo, ma come espressione coerente di un sistema che cerca di funzionare.
Jessica Orobello
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